Alloggi Stazione Termini
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Un portale dedicato alle strutture ricettive di Termini


Si sa, ogni turista tende a prendere le Stazioni ferroviarie come punto di riferimento per le visite nelle città ancora sconosciute. Questo perché le Stazioni ferroviarie rappresentano di solito uno snodo fondamentale del traffico cittadino, provviste come sono di capolinea dei mezzi di trasporto pubblico o delle stazioni dei taxi. Ecco perché solitamente il visitatore cerca alloggi nelle immediate vicinanze delle stazioni.

Non fa certo eccezione Roma, che infatti conosce una richiesta molto ampia per gli alloggi alla Stazione Termini. Nella testa del turista, cercare alloggi alla Stazione Termini, è come usufruire di un vantaggio reale, che si concretizza per esempio nella vicinanza con le due linee di metropolitana presenti in città, che permettono rapidi e sicuri spostamenti.

Ma trovando alloggi alla Stazione Termini, siamo proprio sicuri di pernottare nel centro di Roma? Effettivamente no.

La Stazione Termini si trova infatti appena dentro il circuito del centro storico cittadino. Certo, non siamo lontani da alcune aree strepitose che la Capitale ha da offrire, su tutte Via dei Fori Imperiali, raggiungibile percorrendo per intero Via Cavour, o le Terme di Diocleziano.

Sono comunque innegabili i vantaggi che si hanno nel prenotare alloggi alla Stazione Termini, soprattutto per la gamma di servizi offerti dalla Stazione, che esula dal semplice discorso dell’accesso facilitato ai mezzi pubblici, e si amplia con servizi aggiuntivi quali gli esercizi commerciali, i punti informativi e perché no, la vita che ogni giorno brulica energetica intorno alla Stazione stessa.

Si, proprio la vita, perché Termini rappresenta non solo il maggiore scalo ferroviario di Roma e d‘Italia, ma anche il secondo d’Europa per traffico passeggeri, subito dopo la Gare du Nord di Parigi. La sua storia si immerge nella seconda metà dello scorso secolo, quando si cercò di risolvere il problema dell’ordine degli scali ferroviari dell’allora Stato Pontificio: si unificarono dunque le linee della Roma - Frascati, della Roma - Ceprano, della Roma - Civitavecchia e della Roma - Ancona. Per la locazione del nuovo scalo si scelse l’area dell’Esquilino, nelle vicinanze delle Terme di Diocleziano, dalle quali appunto ”Termini” prende il nome.

La prima stazione venne edificata nel 1862, e comprendeva un importante collegamento con Napoli, mediante l’ampliamento della linea Roma - Ceprano. La scelta del progetto definitivo avvenne nel 1869, ma i lavori andarono a rilento per via dell’annessione di Roma al nuovo Regno d’Italia.

Inizialmente Termini era composta da due fabbricati paralleli, uno per gli arrivi ed uno per le partenze, uniti tra di loro da una tettoia di metallica. Seguivano inoltre lo scalo merci, l’officina e il deposito per le locomotive. Nel 1883 venne installata la corrente elettrica all’interno della Stazione, che si presentava spostata di alcuni metri rispetto a quella odierna, coprendo all’epoca tutta l’antistante Piazza dei Cinquecento.

Nel 1935, l’arrivo della rete elettrica di alimentazione, permise lo scalo delle vetture a trazione elettrica provenienti da Firenze. Intorno agli anni trenta del ’900, si rese necessario un notevole ampliamento della Stazione, per via dell’aumento del traffico di passeggeri. Si decise così di ammodernare completamente la Stazione, costruendone una più moderna e funzionale. Vinse il concorso il progetto dell’ingegner Angiolo Mazzoni.

I lavori, iniziati nel 1939, subirono già un primo arresto nel 1943, a causa del collasso totale del regime fascista. Alla loro ripresa il progetto cambiò, sostituito da quello degli architetti Montuori e Calini, decisamente più moderno del precedente. Nel 1950 venne inaugurata la nuova Stazione Termini, costruita secondo lo stile allora in voga del Razionalismo Italiano.

Una delle caratteristiche della nuova Termini, è di certo la pensilina ondulata che sovrasta l’entrata su Piazza dei Cinquecento, pensilina ribattezzata “er dinosauro” dal sempre sarcastico popolo romano. Altre entrate sono quelle su Via Giolitti e su Via Marsala, collegate tra di loro per mezzo della Galleria Gommata. Il fregio della Stazione è stato realizzato dallo scultore ungherese Amerigo Tot.

Notevole la presenza di esercizi commerciali sia sulla Galleria Gommata che sul piano inferiore della Stazione, esercizi in gradi di fornire molti servizi ai visitatori della città. L’ultimo restauro di tutti i 225.000 mq della Stazione, è avvenuto nel 2000, in occasione del Giubileo.

Il Terminal ferroviario è composto oggigiorno da 31 binari tronchi, dei quali 22 raggiungono la Galleria Gommata (entrata del terminal). Quattro binari servono la linea detta “delle Laziali”, una linea ferroviaria interna alla città che collega la Stazione con le zone più periferiche situate lungo la Via Casilina. La circolazione delle vetture è totalmente computerizzata, attraverso l’uso di un sistema ACC (apparato computerizzato centrale), il maggiore presente in Italia. Nel 2006, con cerimonia ufficiale, Termini è stata “dedicata” a Papa Giovanni Paolo II.


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